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Strategie di Comunicazione
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Influencer marketing e social media: come individuare un influencer

C’erano una volta i testimonial. Anzi, ci sono ancora: l’ultimo in termini di apparizione è il bel Patrick Dempsey per Vodafone, per la gioia delle donne.

Quello fra pubblicità e personaggi famosi è un amore mai tramontato. La gente guarda (se e quando li guarda) gli spot e nel vedere la faccia di un divo del cinema, della musica o della televisione si sente rassicurato sulla bontà del prodotto pubblicizzato. Insomma, il testimonial funziona. Sempre.

Nel mondo del marketing digitale, l’influencer marketing ha creato un nuovo paradigma riguardo l’uso dei testimonial.

L’influencer marketing si trova un po’ a metà strada fra il passaparola e l’uso dei testimonial nella pubblicità: il marketing da sempre conosce il potere del word-of-mouth, l’importanza che il consiglio di amici e parenti può avere per il successo di un prodotto.

Gli influencer, non per forza sono persone “famose”, sono più semplicemente persone che hanno un certo seguito in un certo ambito, e hanno abbastanza credibilità per poter, per l’appunto, “influenzare” le scelte della propria fan base.

Insomma, quello che un tempo era prerogativa di persone fidate e conosciute personalmente, il passaparola, oggi è anche nelle mani degli influencer.

Un brand può decisamente investire in questo ambito perché la gente tende a fidarsi degli influencer, persone “normali” che sentiamo in qualche modo vicine noi, con cui puoi potenzialmente avere un contatto diretto, cosa impensabile fino a vent’anni fa.

D’altro canto, un influencer può suscitare un sentimento positivo attorno un brand e quindi andare a beneficio della brand awareness e degli altri obiettivi di marketing prefissati.

L’influencer marketing, lo sappiamo, è un trend in ascesa: se già nel 2016 s’è fatto un gran baillamme (e si sono ottenuti risultati notevoli), nel 2017 le cose si evolveranno.

Cristina Newberry, in un articolo per il blog di Hootsuite, ha citato una ricerca di Twitter che mostra dati interessanti:

→ il 49% degli utenti fa affidamento alle raccomandazioni degli influencer
→ il 20% sono spinti dai tweet degli influencer a condividere le raccomandazioni relative un prodotto
→ il 40% circa acquista un prodotto come diretta conseguenza di un tweet di un influencer

Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn: gli influencer sono dappertutto, ma bisogna selezionare quello giusto per non fare un buco nell’acqua (e buttare soldi dalla finestra).

Come individuare un influencer sui social?

Prima cosa, fondamentale: scegliere un influencer che sia vicino ai valori del brand.

Scegliere un influencer solo in base alla “popolarità” (che, a seconda della nicchia, è un concetto relativo) è un grosso errore.  Al contrario, bisogna scegliere quello giusto, in grado intercettare il nostro pubblico.

Ricordiamo che l’influencer marketing deve far parte della strategia di marketing complessiva e dev’essere coerente con la narrazione del brand: il rischio di combinare un pasticcio e allontanare il pubblico è sempre dietro l’angolo.

Scegliere dunque il giusto influencer sui giusti canali social (quelli frequentati dal nostro pubblico), senza farsi prendere dalla frenesia o dalla moda o, peggio ancora, seguire pedissequamente i nostri competitor e i grandi brand, è la strategia più azzeccata.

Di sicuro dobbiamo valutare anche la rilevanza di un influencer, che dev’essere seguito (e apprezzato) da abbastanza persone in target, potenzialmente interessate al nostro prodotto, e deve proporre contenuti correlati al nostro business.
Ecco perché prima di coinvolgere uno o più influencer dovremmo domandarci:
“Chi vogliamo influenzare?”.

Una volta risposto a questa domanda, allora possiamo cercare l’influencer più “coerente” con strategia e narrazione del brand.

Ci sono altri consigli utili per scegliere il giusto influencer sui social e ottenere risultati:

→ fra influencer e brand dev’esserci uno scambio fruttuoso: per esempio possiamo usare i nostri canali per condividere contenuti dell’influencer e, allo stesso tempo, chiedere all’influencer di usare i suoi canali per condividere contenuti nostri. Alla base c’è un rapporto umano, non scordiamolo

→ il pubblico deve percepire una certa “genuinità”, altrimenti si rischia di cadere in forzature che possono allontanarlo (attenzione però a non abusare dell’intelligenza altrui)

→ l’investimento nell’influencer marketing deve portare un ritorno reale, al pari di tutte le altre azioni di marketing: a questo proposito, dobbiamo misurare con costanza i risultati, adattando di volta in volta la strategia a quelli che sono poi i dati in nostro possesso.

Dunque, come individuare un influencer “ideale”, passa attraverso una precisa strategia di marketing dove ogni tassello è al posto giusto.

Concludendo…

Per ogni business c’è un influencer: basta solo trovarlo. E per trovarlo, bisogna saper setacciare i social, con attenzione, senza fretta e senza imitare la “marca famosa” perché “se funziona per lei, funzionerà anche per noi”.

Pronti ad individuare l’influencer giusto per voi?

Alessandro Pozzetti Visita il Sito Web
Sono un modenese classe '83, marito e papà, con un terribile vizio: i tortellini in brodo. Blogger, Instagram addicted e social media manager 366 giorni all'anno (il 2016 è bisestile). Il mio sogno nel cassetto è di vivere scrivendo. Cioè, prima scrivo ciò che mi piace e poi provo a venderlo!
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