Personal Branding e SEO
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Controllare il brand personale sulle ricerche

È risaputo che su internet ci finisce davvero di tutto, nel bene e nel male. Questa realtà è vera anche per il brand personale di un cliente il quale, per propria colpa o per una serie di sfortunati eventi, potrebbe vedere risultati di una SERP relativi alla propria persona o alla sua attività, macchiati da post, articoli e link, poco positivi e quindi potenzialmente dannosi per gli affari.

Una delle attività SEO più comuni consiste proprio nel controllare i risultati sulle ricerche relative al brand personale, cercando di “spazzare sotto il tappeto” quelli non graditi. Si tratta ovviamente di un’ attività completamente legale, il cui reale problema è solo etico, ma quando si tratta di lavoro bisogna anche imparare ad adattarsi e lavare i panni sporchi degli altri.

Dopo questa breve ma doverosa premessa, è il momento di passare a rispondere alla domanda principale che si pone questo post: Come si controlla la SERP su un brand personale?

Controllare il brand personale: quando si può fare?

Il dialogo con i clienti che richiedono una pulizia del proprio brand personale è molto importante e può far capire parecchio sulle loro motivazioni. Capita spesso infatti che alcuni usino questo espediente per nascondere la loro reputazione di cattivi pagatori, o altre colorite e poco gradevoli sfaccettature delle loro attività.

Una mossa saggia prima di accettare il lavoro è quella di verificare l’effettivo stato del brand personale del cliente ed evitare, sia umanamente che professionalmente, coloro sui quali pendono contenuti fortemente negativi verificati. Non farebbe bene alla vostra reputazione di SEO.

Una volta accettato il lavoro è necessario spiegare al cliente che non è possibile rimuovere completamente i contenuti da internet, essi possono solo essere fatti “scalare” in basso nella SERP facendoli apparire dalla seconda pagina di Google in poi, sostituendoli di fatto con risultati di natura più positiva.

È inoltre fondamentale sottolineare che non è possibile intervenire su contenuti che appaiono su grandi testate giornalistiche, siti famosi, blog di una certa levatura e simili, poiché scalzare quei risultati da una SERP è letteralmente impossibile.

Le procedure più comuni per controllare il brand personale

Esistono differenti pratiche per intervenire in modo concreto sui risultati di una SERP e migliorare il personal branding di un cliente, alcune semplici ed immediate ed altre che richiedono una pianificazione più mirata e tempistiche più lunghe perché i primi risultati siano visibili.

Aprire dei profili social col nome del cliente permette ad esempio, soprattutto nel caso di persone fisiche, di ottenere in breve tempo pagine con un alto valore di trust che andranno a costituire contenuti affidabili capaci di rimpiazzare quelli negativi più obsoleti.

Creando siti su domini nominali proprietari è possibile sviare l’attenzione dai contenuti negativi reindirizzandola su attività positive legate al nome del cliente, come ad esempio cura ed attenzione per l’ambiente, iniziative di beneficenza, eccetera. Questo permette di costruire per step una nuova immagine del cliente che col tempo sostituirà la precedente.

Content Marketing e brand awarness sono ciò che potremmo definire “artiglieria pesante”. Quando il cliente è disposto ad investire molto per rilanciare il proprio brand personale, puoi cercare partnership, stringere accordi, pubblicare post ed incrementare la sua presenza sui siti di settore così da consolidarne la reputazione online.

Questi sono solo alcuni metodi per controllare il brand personale sulle ricerche, ne esistono tanti altri che sarebbe impossibile elencare, ma il concetto che sta alla base di tutto è il rilanciare l’immagine del cliente mettendone in evidenza il più possibile i lati positivi.

Benedetto Motisi Visita il Sito Web
SEO e Copywriter - CTO di Linkfloyd - “In una galassia non troppo lontana” il terrificante Impero di Google aggiorna costantemente i fattori del posizionamento sulle pagine dei risultati di ricerca, lasciando i webmaster disorientati. SEOJedi ha deciso allora di dare il suo contributo alla Forza dell'ottimizzazione sui motori di ricerca.
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