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Digital Food Marketing: intervista a Nicoletta Polliotto

Ciao Nicoletta, è un piacere ospitarti sul nostro blog e parlare del tuo nuovo libro “Digital Food Marketing”. Ricordo la prima volta che abbiamo collaborato insieme: si trattava del progetto #FiandreCheSorpresa per VisitFlanders dove tu hai preso parte come Blogger e Influencer, il risultato è stato strepitoso. Avere al mio fianco professioniste del tuo calibro mi ha dato l’opportunità di creare una campagna vincente e riconosco in te una grande professionista dove capacità, umiltà ed etica si fondono in un’unica persona.

Il 6 di Aprile è uscito il tuo nuovo libro edito Hoepli intitolato “Digital Food Marketing” una “Guida pratica per ristoratori intraprendenti” che si può acquistare su Amazon.

Sono curiosissima di saperne di più ed eccomi con qualche domanda per te: partiamo?

Partiamo dal target del libro: ristoratori intraprendenti, adoro questo termine, esattamente cosa intendi? Quali sono le persone che trarranno beneficio dalla lettura del tuo libro e perché?

Il libro è destinato a Chef, cuochi, F&B manager, Restaurant manager, proprietari di locali e ristoranti, maître, food maker, produttori e distributori di cibo e bevande. MI piace pensare sia alle nuove leve, nativi digitali che – anche se disinvolti con il mobile – necessitano di visione, strategia e fondamenti di marketing e management sia ai più esperti, con grande professionalità e capacità gestionale, alla ricerca però di competenze rinnovate sulle opportunità del digitale.

Per dire Basta! ai segreti su motori di ricerca, social media marketing, prenotazione dei tavoli e nuovi percorsi di scelta del cliente.

Penso che il manuale sia anche divertente e intrigante per colleghi food marketer e digital expert, per confrontarsi con ambiti e “sguardi” diversi. E anche per le nuove generazioni di digital marketer, per imparare ad ascoltare e riflettere, perché non bastano quattro nozioni sulla SEO e due copia-incolla sulla persuasione e il neuro-marketing, raccontate in modo furbetto davanti a una camera. Ci vuole studio, competenza, crescita permanente, esperienza, test, errori, scivoloni, ginocchia sbucciate per imparare a correre veloci.

Umiltà, coraggio e intraprendenza. Quello che dobbiamo mostrare e dimostrare quotidianamente ai nostri clienti imprenditori della ristorazione, per esempio.

Io dico sempre “Dove vai se una strategia non ce l’hai?”. Immagino che chi lo acquisterà sarà in grado di scoprire come costruirne una. Secondo te cosa non può mancare all’interno di una strategia legata al settore Food?

Obiettivo del manuale di digital food marketing, vera e propria guida pratica come da promessa in copertina, è di accompagnare il lettore nella costruzione del piano di marketing digitale per il proprio ristorante. Quindi parleremo di visione, strategia, pianificazione, programmazione… Fornendo buone pratiche e linee guida da seguire. Aiutando nella individuazione e attivazione degli strumenti più adeguati per il business del lettore. Mostrando Casi di studio internazionali, nazionali e di diverse tipologie di proposte ristorative (dalla pizzeria all’osteria, dal ristorante stellato allo street food). Fornendo molti consigli e idee originali e innovative da applicare man mano che si prosegue nella lettura dei vari capitoli.

La novità del manuale è che parte da How-to-do e casi di studio molto semplici e applicabili alle proprie esigenze, senza però risultare un libretto delle istruzioni di montaggio IKEA o un cookbook con ingredienti e preparazione.

Ritengo contenga anche molti stimoli a pensare ed evolvere la propria offerta commerciale oltre a trovare nuove opportunità per promuoverla e venderla meglio online.

Nel piano di digital marketing di un ristorante – allo stato attuale – non può mancare:

  • un lavoro di definizione di offerta e quindi di identità di marca accurata,
  • un sito web future proof, semplice, funzionale e pensato per gli altri e non per sé,
  • una strategia geniale di local marketing,
  • copy asciutti e visual marketing originale e accurato,
  • sistemi di distribuzione del prodotto fluido (dal food delivery al cuoco a domicilio).

Ogni ricetta ha però un’unica esecuzione. Personalizzata al proprio ristorante.

Sei una docente e spesso nel nostro settore si dice che “Chi sa fa, chi non sa insegna” mentre io la penso esattamente al contrario e cioè che chi si è sporcato le mani è anche chi sa come mettere in pratica le cose e quindi può spiegarle. Cosa ti senti di dire in merito per sfatare questa falsa diceria?

Ah ahaha … Se per questo si dice che anche che chi non sa, scrive libri, quindi parto in posizione di grande svantaggio!

Ritengo che, come in ogni attività e professione /ruolo, per essere un buon docente occorrano diversi ingredienti: intanto predisposizione o talento, chiamiamolo come vogliamo. Ci sono persone molto preparate che messe su un palco o davanti a una camera non riescono a mettere insieme due parole.

Poi occorrono preparazione, studio costante, esperienza, esercizio.

Infine doti umane, quali l’empatia, la capacità di ascoltare e su tutto il desiderio di confrontarsi con gli altri, con i loro bisogni. L’umilità, quella che manca a tanti guru che imperversano sui nostri malmenati social media, completano il piatto perfetto. Che poi sono tutte caratteristiche che deve possedere anche il project manager o di digital marketer.

Tenderei a non etichettare, sarebbe come dire che rifiuto di mangiare a La Pergola al Rome Cavalieri Waldorf Astoria di Roma perché nei ristoranti alberghieri si mangia male!

Condivido il tuo parere: chi continua a lavorare e sta in trincea, è in grado di spiegare in modo rapido e indimenticabile come strutturare la difesa e come ricaricare velocemente un’arma!

Ci siamo confrontate tante volte sul tema etica: perché è così importante per te e quali sono i consigli che ti senti di dare?

Possedere principi, fondare un’azienda su valori condivisi, costruire un codice etico da sottoscrivere con i collaboratori e i fornitori: non solo ti fa vivere e lavorare meglio, ma ti aiuta a vendere di più e a clienti più soddisfatti.

Il web poi è luogo in cui valori e sentimenti sono accelleratori di relazioni con i brand. Ci aiutano a raccontare meglio e in modo più virale le nostre storie. Cementano community intorno a una marca che magari ancora non abbiamo provato o acquistato ma che già ci ispira fiducia e simpatia.

Sarà il brand a cui penseremo quando avremo bisogno o desiderio di quel tipo di esperienza/prodotto e che consiglieremo senza secondi fini ai nostri amici e contatti quando si verificherà l’occasione.

I valori e la relazione autentica, il racconto di brand e offerta senza veli e senza peli sulla lingua, l’attenzione agli ospiti anche online sono i desiderata degli “internauti” che con poco sforzo conquisteremo, facendoli diventare i nostri ambasciatori, i nostri migliori venditori che non richiedono provvigioni o compensi se non la nostra attenzione e cura.

Mi piace citare Chris Anderson “Il denaro smetterà di essere il segnale principale nel mercato e al suo posto sorgeranno due fattori monetari: attenzione e reputazione.”

Questo pensiero è tratto dal suo “Gratis: come funzionerà l’economia del futuro”, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2010. Ci racconta di relazioni che espandono il nostro ego aziendale, e lascio che Freud ci dia una mano per completare l’immagine. Non dobbiamo resistere alle recensioni! Dobbiamo curare il nostro cliente in ogni possibile momento o touchpoint in cui ci incontriamo, qualunque sia il mezzo, lo strumento, il dispositivo, il momento.

Come in ogni sana storia d’amore, attenzione e rispetto sono gli elementi predominanti.

Cosa si prova a scrivere un libro, ad avere un editore così importante e a ricevere la copia stampata per la prima volta? Io sarei emozionatissima e tremendamente orgogliosa.

Questo è il mio secondo libro: il primo l’ho scritto con un altro editore, Flaccovio, e a 4 mani con Luca Bove. Resterà sempre la mia prima opera, il primo amore che non si scorda mai.

Questa è la seconda fatica libraria e – come recitava la mia guida spirituale prediletta, Caparezza – “Il secondo album è sempre più difficile, nella carriera di un artista”.

Appena ho iniziato a comunicare che sarebbe uscito un secondo manuale, tra l’altro – come hai detto tu – con un editore da far tremare i polsi, tutti sui social media mi chiedevano… “Scusa ma io ho già comprato Ingredienti di digital marketing per la Ristorazione, perché dovrei comprare anche Digital Food Marketing?”.

In effetti io sono partita proprio a costruire il manuale intorno a questa domanda!

Sono percorsi complementari: il primo, una visione panoramica e una rassegna dei must have tra strumenti e strategie digitali, tra l’altro il primo volume in Italia a occuparsi di questi temi.
Il secondo non poteva che essere un tracciato con varie tappe, tutti how to do, per costruire passo passo la propria presenza digitale.

Bello ma faticoso l’approccio per Casi di studio che rendono concreto e al contempo incoraggiante applicare i consigli nella propria cucina!

Ringrazio Hoepli editore per aver tradotto questa visione in un’opportunità così importante ed emozionante per me.

L’altro grande passaggio è evolvere il concetto di marketing digitale (dove convergono tecniche, ambiti e strategie in un unico progetto) in digital food marketing dove anche l’offerta ristorativa si espande comprendendo valori, relazioni, territorio e accoglienza in un approccio inclusivo.

Si dice che i libri tecnici passino di moda. Il mondo online è in continua mutazione e viaggia più veloce di noi. Perché ritieni invece che sia una lettura che non può mancare nella propria libreria personale?

L’obsolescenza è la malattia più diffusa nel terzo millennio. Negli anni ’80 abbiamo iniziato a parlare di consumismo ma ora il concetto si espande: non solo siamo costretti a consumare oggetti e prodotti con rapidità, oggi addirittura tutto si estingue velocemente. Come l’insetto che vive un solo giorno o una rosa recisa che appassisce. Tutto passa di moda, invecchia precocemente, non è più ritenuto attuale, funzionale, efficiente.

I siti web durano un anno. Le strategie sui social media risultano inefficaci nel giro di pochi mesi. Le app più note e scaricate vengono a noia in poche settimane. Gli upgrade di software e strumenti si susseguono freneticamente.

Questa rapidità nell’evoluzione degli strumenti e delle abitudini di fruizione degli utenti crea ansia da prestazione sia per i consulenti sia per le aziende che hanno così maggiori timori nel percorso informativo e formativo necessario per aggiornare la promozione e la distribuzione del prodotto e nella propria trasformazione digitale. Oppure ci porta a lifting frettolosi e avventati perché temiamo di invecchiare.

Il nostro lavoro è quello di aiutare il nostro cliente a resistere i segni dei tempi… moderni e veloci!

Anche un manuale – soprattutto se legato alla selezione, installazione, configurazione, programmazione di tool e tecniche digitali – è a rischio obsolescenza. Per questo si deve ricorrere ad aggiornamenti e revisioni e quando il caso a nuove edizioni. Ma un manuale smart fa fatica a invecchiare: occorre trovare certamente la giusta dose di visione, strategia, nozioni, esempi, pratiche, consigli. E su tutto, fornire modello, ispirazione, motivazione e metodo di lavoro e di ricerca.

Così un buon manuale non morirà mai!

Poi ci sono gli e-book, volendo, ancora più facili da aggiornare e arricchire di nuovi contenuti.

I libri poi sono amici preziosi. Io pensavo di non separarmi mai dai miei dischi, Cd, dvd. Sai quanto la musica sia importante per me. Abbandonati tra un trasloco e l’altro… Invece i miei compagni più fedeli sono i miei libri: non mi sono mai liberata di nessuno di essi.

Grazie per le tue domande così interessanti e così profonde: ti ringrazio veramente.

Invito te e i lettori a visitare il sito web dedicato al libro: un altro modo per rendere il manuale solo un ponte per instaurare una relazione con i lettori e uno stimolo all’aggiornamento continuo.

Ultimissima domanda: il contatto umano è ancora importantissimo, una stretta di mano, un abbraccio, uno sguardo di intesa sono ciò che ti permette di legarti davvero ad una persona. Farai diverse date per la promozione proprio per poter incontrare i tuoi lettori, ci anticipi qualche data dove le persone avranno l’opportunità di incontrarti live?

Hai colpito nel segno: incontrare lettori, colleghi e amici personalmente è impareggiabile. Per questo sto organizzando un tour lungo e articolato, composto da molte tappe che toccheranno diverse città: Torino, Milano, Verona, Vicenza, Padova, Ivrea, Alba, Roma, Firenze. Sarò anche in Sardegna e a Sondrio.

Per ora abbiamo la data del 23 aprile ore 17:30, Best Western Genova.

3 Maggio ore 17:30, Libreria Liberrima Lecce, con la presentazione di BTM.

Anche il format sarà inconsueto: non la solita presentazione dell’autore su un piedistallo come un cristallo impolverato! Ma tu ne sai qualcosa vero? Tu stessa sarai la mia Anfitriona (?) a Treviso in un incontro che stiamo organizzando e di cui presto daremo dettagli strepitosi, vero Francesca?

Nel salutare i tuoi lettori (e te, ringraziandoti per l’ospitalità), invito a tenersi aggiornati sugli incontri con la pagina eventi su Facebook.

Grazie e good digital food a tutti!

Ti ringrazio tantissimo per il tuo tempo, per me è stato un piacere ed un onore. Non vedo l’ora di leggerti e di abbracciarti. Ti auguro tantissima fortuna e di incontrare imprenditori che ancora ci credono, che hanno voglia di sperimentare e che non lasciano nulla all’improvvisazione.

SPOILER: Stiamo cercando di organizzare una data su Treviso… rimanete connessi.

A presto!

Ps. E tu, hai acquistato la tua copia su Amazon?  http://amzn.to/2D0nIDH

Francesca Borghi Visita il Sito Web
CEO e Founder di Your Smart Agency – Alla continua scoperta di nuove idee, nuovi stimoli e nuove passioni. Con creatività studia la miglior strategia e comunicazione per il tuo Brand. Soluzioni Smart, a portata di tutti, tutti i giorni.
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